Stallo matto
Scacchitalia, 01-05-2010, Mario Leoncini
Che cosa hanno a che vedere gli scacchi con la teoria dei quanti, la fisica moderna, i buchi neri, il big bang, la cosmologia, l’esistenzialismo di Martin Heidegger, l’amore e la religione? In questo libro, davvero singolare e allo stesso tempo avvincente, l’autore usa gli scacchi per rendere semplici idee complesse e per illustrare la sua visione del mondo. Le domande ultime dell’esistenza umana trovano nel gioco, se non una risposta, almeno una corris
pondenza. Libero arbitrio e destino, vita e morte. I pezzi sono mossi dal giocatore, dice Borges, ma è Dio a muovere il giocatore. Ma quale dio, si cela dietro a Dio? L’autore si concentra infine sulla figura del Re. Il Re insostituibile, il re indispensabile è il pezzo che caratterizza gli scacchi rispetto a tutti gli altri giochi. Il gioco ha termine quando la sua cattura è inevitabile, ma il Re non viene mai fisicamente catturato. In questo senso
si può paragonare al Dio dei credenti. Lo si cerca per tutta la vita ma, per quanto ci si possa avvicinare, rimarrà sempre qualcosa che non si potrà raggiungere. Allo stesso modo nella nostra vita noi possiamo arrivare allo stallo matto, ma non oltre. Gli scacchi, anche questo libro lo dimostra, con il loro simbolismo e la loro storia ineguagliata, fanno ormai parte della cultura e, come tali, possono partecipare al dibattito umano sui grandi sistemi.